PIRUENDO - RACCONTO POPOLARE DI CASTELFRANCI (Prov. di Avellino) Piruendo é il classico " scemo" che prende in senso literario le parole , per essempio : " mena o tira la porta " ed egli si crede che si deve prendere la porta. Il racconto e il seguente : Piruendo viveva con la mamma , e un giorno dovevano andare a passeggiare per la campagna, la mamma li disse : Piruendo " mena la porta " , e Piruendo " se la menao nguello" . Con la porta sulla spalla , andavano per la campagna e vedono dei briganti , per nascondersi, salirono sull'albero (con porta inclusa) Dopo varie scene, la porta cade sui briganti, e questi si scaparono, e tutto finivo a posto, coi soldi degli " mariuoli" si comprarono un altra porta. Clásico cuento del " tonto" que toma las palabras en sentido literal : "TIRÁ LA PUERTA" , arranca la misma y se la lleva encima. Todo concluye bien para él y su mama. Versión contada entre los años 1954-64. Por mi abuela que nació en 1882. Este cuento era conocido bastante entre los paisanos de Rosario. Lic. Soccorso Volpe
IL RACCONTO (.lo cunto)( el cuento): PIRUENDO o (Castelfranci. Avellino 1954 / 1959-60)
C'era na ota no criaturo chiamato Piruendo, viveva coll 'a mamma , che pe' campà faticava comm'a na ciuccia. No juorno, sta fémmena, primma 'e parte pe' 'a campagna, risse vicin' 'o figlio: -Piruendoì, tira 'a( meni) porta e vieni co' mme - e s'abbiavo. 'O figlio che fece? Pigliavo 'o martiello, scassav' 'a porta, e s' 'a mettivo nguollo. Co' 'a porta nguollo corrivo appriess'a mamma. ( Che fece Piruendo la stacao propio ,portandosela appriesso , se la menao nguollo ) - Pirué - risse - no' ne fai una bbona! Comm'aggi'a fa' co' tte? .....N'o momento , si sdraiarono sotto n'albero e si fecero n'a mangiata di pasta e fasulli , e si volevano rormire no poco , No' passavo assai tiempo, e vedivo arrevà dei mariuoli 'La mamma risse "Pirué saglimme ncoppa l'albero , cosi non ci verono i mariuli, sino quilli ci accirono ..."Mannagia la sorta mia ; i mariuoli si fermarono propio sotto l'albero, E i mariuoli si mettirono a farsi i cunti di quello che si arrubbarono."Statti citto Pirué , che quisti ci accirono" , ma Piruendo li rispunnió . Ma mi piscio sotto ¡ , Ma no figgio mio , ci accirono¡¡E Piruendo si pisciao . Uno dei mariuoli si'funnio e risse : " sta chiovenno" , e l'aoto rice : ma si é sereno , e n'aoto pure rissse : sono li aucielli.....E angora Piruendo : Ma mi viene o pirito, e la mamma : ma no quisti ci accirono ....E lo fetende di Piruendo sparao o pirito - I mariuoli . ma sta tronanno , ma no si é sereno. E'nata'ota Piruendo : Ma mi viene la pupú , Ma no figgiolo , quisti ci acirono ¡¡¡ , E sí, Piruendo si cacao sotto. I maruioli , si ncazzarono propio , ma questo é merda, saranno i aucielli, li surici, che cavolo é. E l'aoto , facimmo priesto a contare i danari, e iammoncini di quá... E mó ppropio Piruendo la fece ; Ma semi care la porta, BRUMMMMM la porta si cario , fece nu rumore come n'a tempesta, , li mariuoli si cacarono dela paura, allucavano : O terramoto, iammocinni,¡¡¡¡¡ lascianno tutti i soldi sdraiati sotto l'arbero. La mamma e Piruendo si scinierono ( vasciarono) sotto e si piglairono tutti i danari e si accatarono n'aoata porta e si accatarono tutto quello que voelvano e quisto cunto s'a finito.
Questo racconto puo derivare o essere una versione dal “ PERUONTO” di Giambattista Basile anche asomiglia a “Vuncolillo” e “Fasulillo” racconto di Avellino e sopratutto a “ lo Figlio scemo”(antico racconto sammnita)
Biografia de G.Basile :
Giambattista Basile (Giugliano in Campania, prob. 1575 – 1632) è stato un letterato e scrittore italiano di epoca barocca, primo a utilizzare la fiaba come forma di espressione popolare. L'Italia possiede nel Cunto de li Cunti del Basile, il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari."
Così Benedetto Croce definì il “Boccaccio Napoletano”, Giambattista Basile: scrittore unico nel suo genere per il Seicento italiano. Dalla penna e dall’immenso estro letterario e linguistico dell’autore da una parte, e dall’osservazione meticolosa della realtà e dei racconti popolari del suo tempo, il suo capolavoro multi fiabesco in antico dialetto napoletano, "Lo Cunto de li Cunti", o "Pentamerone", è da sempre uno dei principali punti di riferimento scritti della più classica tradizione italiana della Fiaba.
La sua Opera, insieme a quella del Boccaccio e soprattutto di Gianfrancesco Straparola, è tra le più antiche e importanti del nostro patrimonio letterario nazionale, e la sua rilevanza è tale, da essere riuscita persino ad influenzare il lavoro di altri illustri raccoglitori, rielaboratori e scrittori di fiabe del Continente, tra i quali i tedeschi Grimm.
|