Giovedì 3 maggio, a partire dalle ore 10, si terrà un convegno per dare il via alla costruzione del Museo Nazionale dell'Immaginario Folklorico, così si è deciso di chiamare l'organizzazione che metterà in mostra i "racconti" del Centro.
Inizialmente si era pensato ad un "Museo di racconti", a cui si poteva aggiungere "folklorici", ma poi si è preferito un nome più ufficiale, serio, e strettamente aderente a ciò che si vuol fare. Del resto gli oggetti del museo sono e non sono racconti; spesso sono spezzoni, brandelli, quasi frasi (soggetto e predicato) di discorsi lunghi fatti e disfatti nei millenni; sicuramente sono nazionali perché provengono da quasi tutte le regioni italiane e là dove mancano cercheremo di completare, come sicuramente sono il frutto dell'immaginario popolare che proviene dalla tradizione orale.
Alle ore 10 quindi si apriranno i lavori con il saluto delle autorità presenti a partire dal sindaco di Piazza al Serchio Paolo Fantoni, il presidente della Comunità Montana della Garfagnana Francesco Pifferi, il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli. Quindi Lucia Rossi narrerà la fiaba "Il prete bianco". Alle 10.45 porteranno il loro contributo, coordinati da Rosalba Ientile (Politecnico di Torino), Alberto Borghini direttore del CDTO e del Museo (Politecnico di Torino), Luca Mauro de Bernardi (Politecnico di Torino), Fabrizio Wolkenstein Braccini (Università di Pisa), Paolo Arduini (Università di Pisa), Jessica Ferro (Provincia di Lucca), Gianna Benetti (Provincia di Lucca) Antonia d’Aniello (Sovrintendenza di Lucca), Alessandra Bertolini (La Giubba), Giuseppina Grandini (La Giubba), Valeria Martini (La Giubba), Fabio Malfatti (Centro Ricerche Etno Antropologiche).
Molti interventi, naturalmente brevi, tesi a mettere in luce un aspetto concreto, operativo, a evidenziare un'idea, a suggerire, proporre.
I lavori si protrarranno nel pomeriggio in modo da concludersi con una serie di indicazioni che permettano di inziare la costruzione vera e propria del museo.
Nello statuto dell'International Council of Museums leggiamo che «Il museo è un'istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell'umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto.».
Il nostro museo nasce dall'esigenza di ampliare e consolidare la ricerca; il nostro primo obbiettivo è e rimane la ricerca: la nuova costruzione può essere un'interfaccia con il mondo più penetrante rispetto al Centro di documentazione, può diffondere con linguaggi diversi e più universali i risultati delle ricerche, può invogliare di più a partecipare alla costruzione del nostro sogno, e cioè dell'archivio nazionale della letteratura orale.
L'oralità questa volta non sarà di supporto ad altro, ma il vero oggetto del museo: i percorsi saranno, sulla base degli studi del prof. Borghini, nell'oralità, nei racconti, nelle immagini narrate, che non serviranno per ricostruire l'atmosfera della vita di un tempo, ma saranno analizzate nella loro sintassi, nel loro camminare nello spazio e nel tempo, nel loro entrare nelle menti attraverso l'udito e nel loro uscirne attraverso la parola.
Faremo quindi un museo di immagini narrate disposte lungo percorsi di studio: le immagini raccolte e conservate nel Centro saranno mostrate in percorsi spaziali, temporali e sintattici nel Museo.
